La scuola è uno dei luoghi in cui, durante l’infanzia e l’adolescenza, si impara a conoscere sé stessi, si costruiscono relazioni, si sviluppano competenze e si scoprono interessi. Per le persone con disabilità che frequentano la scuola, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) sostiene questo percorso e contribuisce a creare le condizioni per apprendere e partecipare alla vita scolastica.
Ma la vita di una persona comprende anche la famiglia, le amicizie, lo sport, il tempo libero e, crescendo, la formazione, il lavoro e l’abitare. Il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato (PdV) collega questi diversi ambiti, partendo dai desideri, dalle scelte e dai bisogni di sostegno della persona.
Comprendere il rapporto tra PEI e Progetto di Vita aiuta quindi a dare una direzione condivisa agli interventi e a costruire continuità tra ciò che si vive a scuola e le opportunità presenti e future.


Il Piano Educativo Individualizzato è lo strumento con cui si progetta il percorso educativo, didattico e inclusivo della persona con disabilità che frequenta la scuola. Individua obiettivi, strategie, strumenti e sostegni per favorire l’apprendimento, la comunicazione, le relazioni, l’autonomia e la partecipazione.
Il PEI è soprattutto un processo di progettazione condivisa: osservare, ascoltare, individuare obiettivi, scegliere come raggiungerli e verificare i risultati. Il documento raccoglie e rende concrete queste scelte.
Viene elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO), del quale fanno parte il personale docente, la famiglia e altre figure professionali coinvolte. Anche la voce della persona cui il PEI si riferisce deve trovare spazio, attraverso modalità di partecipazione e comunicazione adeguate.
La responsabilità del percorso riguarda l’intero gruppo docente: l’inclusione si costruisce nella didattica quotidiana, nelle relazioni all’interno della classe e nell’organizzazione della scuola.
Il Progetto di Vita considera la persona nella sua globalità e mette in relazione obiettivi, interventi e sostegni nei diversi contesti in cui vive. Il PEI vi porta il contributo specifico della scuola, mantenendo la propria funzione educativa e didattica.
I due strumenti devono dialogare. Ciò che si impara a scuola può aprire possibilità anche nella vita quotidiana; allo stesso tempo, interessi ed esperienze vissuti fuori dalla scuola possono aiutare a individuare obiettivi educativi significativi.
Imparare a comunicare una preferenza, chiedere aiuto, organizzare un’attività o collaborare con altre persone, ad esempio, può favorire la partecipazione in classe, a casa, nello sport e nelle esperienze della comunità.
Questo raccordo richiede confronto tra la persona, la famiglia, la scuola e i servizi, affinché gli interventi seguano direzioni coerenti e i sostegni accompagnino il percorso anche nei passaggi tra contesti diversi.
Parlare di Progetto di Vita durante la scuola significa dare valore al presente e aprire possibilità per il futuro.
Fin dall’infanzia si possono creare occasioni per esprimere preferenze, fare scelte, costruire relazioni e sperimentare autonomie, con i sostegni necessari. Crescendo, le esperienze di orientamento, formazione e incontro con il mondo del lavoro possono aiutare a conoscere meglio interessi, capacità e aspirazioni.
Iniziare presto significa costruire opportunità, lasciando aperte le scelte. Il percorso deve poter cambiare insieme alla persona, rispettando i suoi tempi e valorizzando ciò che considera importante per la propria vita.

Il Piano Educativo Individualizzato e il Progetto di Vita hanno compiti diversi, ma devono dialogare. Insieme possono collegare la scuola alla storia, ai desideri e ai diversi contesti di vita della persona, creando opportunità di crescita, scelta e partecipazione.
Il PEI riguarda il percorso educativo, didattico e inclusivo a scuola. Il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, o PdV, considera invece la persona nei diversi ambiti della vita: relazioni, salute, autonomia, abitare, tempo libero, formazione e lavoro.
Il PdV può essere letto come uno strumento di coordinamento: collega passato, presente e futuro e mette in dialogo scuola, famiglia, servizi e comunità. Il PEI non lo sostituisce, ma vi porta il contributo specifico della scuola.
Il PdV non riguarda soltanto la vita adulta, il lavoro o il Dopo di noi. La normativa stabilisce che sia garantito indipendentemente dall’età: può quindi accompagnare anche bambini e ragazzi.
Iniziare presto non significa decidere il loro futuro. Significa partire da ciò che hanno già vissuto, ascoltare desideri e preferenze e aprire opportunità per scegliere, imparare, costruire relazioni e partecipare.
Gli obiettivi del PEI riguardano apprendimento, partecipazione scolastica, relazioni e autonomia. Quelli del PdV partono dai desideri, dalle aspettative e dalle scelte della persona e interessano tutti i suoi contesti di vita.
Un apprendimento realizzato a scuola diventa più significativo se può essere utilizzato anche a casa, nello sport, nelle associazioni, nel quartiere o in una futura esperienza formativa e lavorativa. Non servono attività identiche, ma direzioni coerenti e opportunità accessibili.
Gli attuali modelli di PEI parlano ancora di Progetto individuale, richiamando l’articolo 14 della Legge 328 del 2000. Se questo progetto, o il PdV, è già presente, nella sezione 3 si riportano in sintesi i contenuti collegati alla scuola e le modalità di raccordo con il PEI.
Se è stato richiesto ma non ancora elaborato, si indicano gli elementi utili emersi a scuola. Se non è stato richiesto, la sezione 3 non va compilata; desideri, priorità e bisogni possono comunque orientare l’intero PEI e il confronto nel GLO.
La persona con disabilità è titolare del PdV, è lei a doverlo richiedere e deve partecipare alla sua costruzione, con modalità e sostegni adeguati. Per un minorenne interviene chi esercita la responsabilità genitoriale; negli altri casi possono intervenire il tutore o l’amministratore di sostegno, se dotato dei poteri necessari.
Il GLO elabora e approva il PEI, non il PdV. Il PdV è elaborato dall’unità di valutazione multidimensionale insieme alla persona e agli altri soggetti coinvolti previsti dalla normativa. Per un alunno è previsto anche il contributo di un rappresentante della scuola.
Il passaggio alla formazione, al lavoro o ai servizi per adulti va preparato prima della fine del percorso scolastico. Studente, famiglia, scuola e servizi possono rileggere esperienze, competenze, interessi e desideri per individuare opportunità concrete e sostegni adeguati.
Le opportunità possono nascere anche fuori dai servizi: nelle associazioni, nello sport, nella cultura, nel lavoro e nelle reti della comunità.
Sì. Il PdV accompagna la persona nelle diverse fasi della vita e viene aggiornato quando cambiano desideri, bisogni, condizioni o contesti. Anche il PEI viene verificato e rivisto nel tempo.
Il confronto periodico serve a capire se obiettivi e sostegni sono ancora significativi e se favoriscono davvero autodeterminazione, inclusione, partecipazione e nuove opportunità.
Siamo una fondazione di comunità, un ente filantropico senza scopo di lucro che opera prevalentemente nella Provincia di Treviso.
Vogliamo che ciascuno, pur trovandosi in una condizione di fragilità o disabilità, possa vivere una vita indipendente, dignitosa e felice.
Ci occupiamo di Progetti di Vita, “Durante e Dopo di Noi”, strumenti giuridici e patrimoniali a tutela di chi è più vulnerabile, autonomia abitativa, formazione e sperimentazione in ambito disabilità e salute mentale.
