Firmato il primo Progetto di Vita della provincia di Treviso secondo la nuova riforma
La Fondazione Tina Anselmi ha accompagnato la famiglia e collaborato con i servizi alla costruzione del documento. A ottobre un corso per familiari e caregiver e un convegno sul rapporto tra PEI e Progetto di Vita
È stato approvato e sottoscritto ad agosto il primo Progetto di Vita della provincia di Treviso concluso attraverso il procedimento amministrativo previsto dal D.Lgs. 62/2024. Un risultato che rappresenta uno dei primi frutti concreti della sperimentazione della riforma della disabilità, avviata nel territorio trevigiano il 1° marzo 2026 e della fattiva collaborazione tra la Fondazione, i Servizi Territoriali, la persona con disabilità e la sua famiglia.
Il progetto riguarda un giovane che, insieme alla propria famiglia, era già preso in carico dai Servizi e accompagnato dalla Fondazione Tina Anselmi. Nel nuovo procedimento la Fondazione ha svolto un ruolo di raccordo tra tutti gli attori coinvolti, mettendo a disposizione il lavoro della propria équipe multidisciplinare e collaborando alla scrittura corale del documento, fino alla sua approvazione e sottoscrizione da parte dei soggetti coinvolti.
Il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato è uno degli strumenti centrali introdotti dalla riforma. Parte dai desideri, dalle aspettative e dalle scelte della persona con disabilità e definisce, in modo coordinato, obiettivi, sostegni, interventi, responsabilità e risorse nei diversi ambiti della vita: relazioni, salute, scuola, formazione, lavoro, abitare, autonomia e partecipazione alla comunità.
La sperimentazione avviata nel territorio dell’Ulss 2 Marca Trevigiana sta quindi cominciando a tradurre i principi della riforma in percorsi concreti. La firma del primo progetto evidenzia anche quanto sia importante preparare con cura il lavoro che precede il procedimento amministrativo: ascoltare la persona, ricostruirne la storia, individuare desideri e priorità, coinvolgere i familiari e le figure significative in un dialogo effettivo con gli enti e servizi territoriali.
«Questo primo Progetto di Vita rappresenta un passaggio importante per tutto il territorio», afferma Cristina Arata, presidente della Fondazione Tina Anselmi. «La riforma può produrre un cambiamento reale se attorno alla persona si costruisce una responsabilità condivisa tra famiglia, servizi, istituzioni e comunità. Il nostro impegno è contribuire affinché questo dialogo sia utile e concreto: solo così il Progetto di Vita non rimarrà un adempimento formale, ma costituirà uno strumento concreto, sostenibile nel tempo e capace di tutelare il futuro della persona. Ringrazio gli interessati per la fiducia nel nostro lavoro e i Servizi territoriali per aver condiviso con convinzione questo percorso comune.»
Dal 2022 accanto alle famiglie
La Fondazione Tina Anselmi accompagna persone con disabilità e famiglie nella costruzione dei Progetti di Vita fin dal 2022, prima ancora dell’avvio della nuova sperimentazione. Il percorso comprende lavoro con equipe multidisciplinari, colloqui, incontri domiciliari, valutazione della Qualità di Vita e raccordo con i servizi territoriali.
Nel solo 2025 la Fondazione ha seguito complessivamente 46 famiglie e lavorato a 27 Progetti di Vita, dedicando 642 ore alle attività di accompagnamento e consulenza.
«Il progetto sottoscritto ad agosto non è il primo che seguiamo, ma è il primo che arriva alla conclusione del nuovo procedimento amministrativo previsto dal D.Lgs. 62/2024», precisa Laura Antonello, direttrice della Fondazione Tina Anselmi. «Per noi è la conferma del valore del lavoro di rete svolto negli anni. Abbiamo aiutato la famiglia a mettere a fuoco il presente e il futuro del figlio e abbiamo collaborato con i servizi affinché questa visione potesse trovare spazio nel documento formale. Il nostro ruolo non è sostituirci alle istituzioni, ma rendere più semplice il dialogo e aiutare tutti i soggetti coinvolti a costruire un progetto realmente condiviso.»
Anche la famiglia ha voluto raccontare il significato di questa esperienza:
«Come tanti genitori con figli disabili, la nostra angoscia principale è la paura del vuoto assistenziale, la paura di un inserimento traumatico in strutture non idonee e il pensiero che nostro figlio possa diventare una eredità scomoda per altri familiari. Il percorso fatto con la Fondazione è stata una esperienza molto importante per noi, ci ha portati ad approfondire ed analizzare concretamente la vita di nostro figlio e capire il suo futuro ideale. Oggi siamo più consapevoli e soddisfatti per aver pianificato in tempo il futuro di N.: le ansie e le preoccupazioni che prima ci angosciavano si sono attenuate. Abbiamo anche potuto iniziare fin da subito alcuni percorsi fuori dalla famiglia, aiutando nostro figlio a vivere il distacco in modo graduale.»
A ottobre due appuntamenti aperti al territorio
Per rispondere alle domande delle famiglie, la Fondazione organizza ad ottobre il corso gratuito “Pianificare un futuro sereno – Strumenti e risorse a sostegno del Progetto di Vita di una persona con disabilità”, rivolto a familiari, caregiver e amministratori di sostegno.
Gli incontri si terranno sabato 3, 10 e 17 ottobre 2026, dalle 9.30 alle 11.30, presso il Centro Atlantis, in via Postioma di Salvarosa 23/A a Castelfranco Veneto. Saranno approfonditi il Progetto di Vita, il “Dopo di Noi”, il budget di progetto e gli strumenti giuridici, patrimoniali e territoriali utili a sostenerne la realizzazione. Le iscrizioni sono aperte fino al 26 settembre: https://bit.ly/corsofamiglie26.
Il secondo appuntamento sarà il convegno “Vivere la scuola, progettare la vita – Piano Educativo Individualizzato (PEI) e Progetto di Vita: alleanze per l’autodeterminazione, la partecipazione e l’inclusione.”, in programma martedì 13 ottobre, dalle 17.30 alle 20.00, all’Auditorium Dina Orsi di Conegliano.
Condotto dal professor Simone Visentin dell’Università di Padova, il convegno metterà in dialogo scuola, famiglie e servizi per comprendere come il futuro della persona possa essere costruito fin dall’età evolutiva e come il Piano Educativo Individualizzato sia collegato al Progetto di Vita. L’ingresso è libero; è gradita la registrazione: https://bit.ly/PEI-PdV-Conegliano.



