Fondo per l’implementazione dei Progetti di Vita: cosa prevede il nuovo decreto ministeriale
L’8 maggio 2026 è stato pubblicato il decreto ministeriale che ripartisce tra le Regioni le risorse del Fondo per l’implementazione dei Progetti di Vita individuali, personalizzati e partecipati, istituito dall’articolo 31 del decreto legislativo 62/2024.
Per il 2025 il Fondo dispone complessivamente di 25 milioni di euro, destinati a finanziare interventi e sostegni personalizzati rivolti alle persone con disabilità. Le risorse sono distribuite tra le Regioni in proporzione alla popolazione residente. Al Veneto sono assegnati 2.096.807 euro.
A cosa serve il Fondo
Il Progetto di Vita ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita della persona con disabilità nei diversi ambiti della sua esistenza: relazioni, formazione, lavoro, abitazione, salute, inclusione sociale e partecipazione alla comunità.
Il Fondo non sostituisce le risorse già previste per i servizi e le prestazioni ordinarie. Le nuove risorse hanno carattere integrativo e aggiuntivo e servono a sostenere interventi che non sono sostenuti dall’offerta già presente sul territorio o attraverso le altre risorse che compongono il budget di progetto.
Il decreto definisce questi interventi come prestazioni, servizi e sostegni “atipici”. Per essere finanziabili devono rispettare contemporaneamente tre condizioni:
- non rientrare nei livelli essenziali delle prestazioni statali o regionali;
- non appartenere all’offerta di servizi già esistente nel territorio;
- essere aggiuntivi rispetto agli interventi finanziabili con le altre risorse del budget di progetto.
Il Fondo dovrebbe quindi permettere di rispondere a progetti specifici della persona che non trovano una soluzione adeguata nei servizi standardizzati.
Quali interventi avranno la priorità
Il decreto individua alcune priorità, articolate secondo le principali aree del Progetto di Vita.
Inclusione sociale, relazioni e tempo libero
Potranno essere finanziati:
- percorsi personalizzati di inclusione sociale e relazionale nella vita quotidiana;
- accompagnamenti in contesti informali, culturali, associativi, sportivi e ricreativi.
Si tratta, per esempio, di sostegni che permettano alla persona di frequentare luoghi e attività della comunità, sviluppare relazioni e partecipare alla vita sociale.
Formazione e lavoro
Le priorità riguardano:
- l’accompagnamento personalizzato nella fase iniziale dell’inserimento lavorativo e durante il suo svolgimento;
- il trasporto necessario per raggiungere il luogo di lavoro.
Il sostegno potrà quindi proseguire anche dopo l’avvio dell’esperienza lavorativa, adattandosi alle necessità della persona e del contesto.
Casa e vita indipendente
Il decreto prevede il finanziamento di interventi accessori per la vita indipendente.
La formulazione è ampia e potrà comprendere sostegni personalizzati non già disponibili attraverso i servizi ordinari, purché siano previsti nel Progetto di Vita e necessari a rendere concretamente possibile la vita nel proprio ambiente abitativo.
Salute
Potranno essere finanziati:
- il trasporto per visite ospedaliere, accertamenti diagnostici, trattamenti specialistici e altri percorsi di diagnosi e cura;
- la mediazione comunicativa e il supporto alla comprensione durante i percorsi sanitari.
Questi interventi mirano a rendere le cure maggiormente accessibili anche alle persone che presentano difficoltà comunicative, cognitive o organizzative.
Come saranno distribuite le risorse
Le risorse vengono inizialmente trasferite alle Regioni. Saranno poi le Regioni a destinarle agli Ambiti territoriali sociali oppure a un altro ente individuato dalla normativa regionale.
Nei territori coinvolti nella sperimentazione della riforma prevista dal decreto legislativo 62/2024, tra i quali le province venete di Treviso, Vicenza e Venezia, le risorse finanzieranno i nuovi Progetti di Vita individuali, personalizzati e partecipati.
Negli altri territori, potranno essere utilizzate per i progetti individuali previsti dall’articolo 14 della legge 328/2000, in attesa dell’entrata a regime della nuova disciplina su tutto il territorio nazionale.
Il decreto stabilisce che le somme siano erogate alle Regioni entro trenta giorni dalla sua adozione, avvenuta il 9 febbraio 2026. Saranno però necessari successivi provvedimenti regionali per conoscere le modalità concrete di assegnazione agli Ambiti territoriali e di utilizzo nei singoli Progetti di Vita.
Monitoraggio e verifica degli interventi
Il decreto introduce anche specifici obblighi di monitoraggio.
Le Regioni dovranno comunicare:
- il numero delle persone beneficiarie;
- i territori nei quali sono stati realizzati gli interventi;
- le somme assegnate agli Ambiti territoriali;
- gli importi effettivamente utilizzati a favore delle persone con disabilità;
- le tipologie di servizi, sostegni e accomodamenti finanziati;
- lo stato di avanzamento nell’utilizzo delle risorse.
Dovrà inoltre essere verificata l’efficacia delle prestazioni finanziate, sulla base degli obiettivi e degli indicatori stabiliti all’interno dei singoli Progetti di Vita o progetti individuali.
Un’opportunità da rendere concretamente accessibile
L’istituzione e il finanziamento del Fondo rappresentano un passaggio importante perché riconoscono che un Progetto di Vita può richiedere anche risposte nuove, flessibili e costruite attorno alla singola persona.
Il decreto, tuttavia, definisce il quadro nazionale e il riparto delle risorse. Per comprendere come il Fondo sarà concretamente utilizzato in Veneto sarà necessario attendere gli atti regionali che stabiliranno la distribuzione territoriale, le procedure di accesso e i criteri operativi.
La Fondazione Tina Anselmi continuerà a seguire l’attuazione della misura, con particolare attenzione alle modalità attraverso cui queste risorse potranno tradursi in interventi effettivi e personalizzati all’interno dei Progetti di Vita delle persone con disabilità.



